
Abbiamo selezionato alcuni materiali utili a ricordare la tragedia del popolo di Gaza, insieme ai documenti di politica estera elaborati e votati in occasione delle assemblee nazionali di “Per il bene comune”. Inoltre abbiamo reso disponibile la registrazione completa dell'evento organizzato a Torino il 18 settembre 2009 (Giornata di al-Quds), “Rompiamo l'assedio ai diritti dei Palestinesi”, insieme al video prodotto con il materiale della delegazione di P.B.C. che ha partecipato alla Carovana della Speranza nel mese di maggio 2009.
Riteniamo molto significativo il lunghissimo elenco delle vittime della guerra, con evidenziati i nomi dei giovani e delle donne, a dimostrazione di come la furia cieca israeliana si sia abbattuta contro tutto e tutti, con una vera e propria strage di civili.
Amiamo il nostro paese, la nostra patria, e la vogliamo libera e sovrana.
Nemici della nostra libertà e sovranità sono le grandi holding finanziarie che vogliono piegare il pianeta, i popoli e i governi al loro arbitrio, per estendere e perpetuare il proprio dominio.
La lobby sionista è egemone nella grande finanza e, per grande disgrazia del popolo palestinese, essa è riuscita, con vari mezzi, ad ottenere dall'impero britannico una parte della Palestina, in cui far nascere lo stato di Israele, riservato alle persone di religione ebraica. Da allora, in medio oriente e in altre aree del mondo, compresa l'America Latina, il connubio tra grande finanza sionista e organizzazioni massoniche deviate, ha portato al controllo totale di grandi media e dei servizi segreti di vari stati, e ciò ne ha fatto la maggiore fonte di pericolo per la pace e la coesistenza tra i popoli.
Gaza, oggi, è l'inferno in terra, il maggior concentrato al mondo di ingiustizia, illegalità, atrocità e inciviltà internazionale.
Nel martirio di Gaza è drammaticamente leggibile la contraddizione del capitalismo reale, la differenza tra la sua retorica democratico-liberista e l'abisso morale in cui il suo totale predominio ci farebbe precipitare.
Fermare il sionismo e lo strapotere della grande finanza a Gaza è questione di giustizia e di diritto internazionale. Ma noi di PBC, che sfuggiamo al dominio mediatico-finanziario che, in Italia, ha irretito tutti i maggiori partiti e le loro associazioni collaterali, siamo consapevoli che Gaza è la barricata su cui difendere anche la sovranità e la libertà dell'Italia, già gravemente minate dal trattato di Lisbona e dalla presenza di tante basi militari americane.
Risoluzione sulla guerra a Gaza - PBC, 17 gennaio 2009
Risoluzione sulle basi militari in Italia - PBC, 25 ottobre 2009
Gaza from Monia Benini on Vimeo.
Reportage sulla carovana della speranza diretta a Gaza
con aiuti umanitari dalle nazioni europee per il popolo
palestinese
Allegati:
Gaza, bombardamenti hanno lasciato suolo contaminato: popolazione a rischio (clicca qui) - I bombardamenti israeliani a Gaza del 2006 e del 2009 hanno lasciato sul terreno forti concentrazioni di metalli tossici, che possono provocare nella popolazione malattie molto gravi
Lista dei palestinesi uccisi (clicca qui) - Elenco delle vittime palestinesi durante l'operazione "Piombo Fuso" (27 dicembre 2008-18 gennaio 2009). Evidenziati in giallo i minori di 17 anni e in blu le donne
Approfondimenti:
Confessione choc dei soldati israeliani "A Gaza violazione dei diritti umani" - La Stampa, 15/7/2009
Falk calls for economic sanctions against Israel to lift the Gaza siege - The Palestinian Information Center, 24/12/2009
Scritto da Monia Benini il 27/12/09. Commenti: 2
Commenti:| ID: 89 | Inviato: 28/12/09. |
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GianniZampieri
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Ho appena inviato queste righe a lettere@ilmanifesto.it Repetita iuvant? Boh, temo di no: lo faccio da tredici anni..... http://www.deicittadinidelmondo.it/pagine/ITALIANO/Perche.htm#perchepatto ""Contro questi orrori e pericoli lottano e lavorano con grande impegno e sacrificio tante ammirevoli persone e associazioni, ma la loro azione evidentemente non basta, come non bastano le ricorrenti o saltuarie manifestazioni di piazza: cortei, marce, girotondi e quant'altro. I governi sono pressoché sordi a tutto ciò che non metta veramente in discussione il loro potere. A volte molto parzialmente, provvisoriamente e strumentalmente, fanno mostra di aderire alle richieste dei movimenti di opinione che di volta in volta si esprimono su casi o problemi eclatanti, ma non affrontano i problemi alla radice e lasciano immutata la situazione strutturale che genera sempre nuove catastrofi umane e ambientali. Solo una permanente e crescente mobilitazione di molte persone, di cittadini del mondo, di quelli che votano e pagano le tasse, potrà imporre un cambiamento reale e duraturo. Siamo noi quindi, che abbiamo questa responsabilità e questo potere. Il "Patto tra i Cittadini del Mondo, per la pace, i diritti umani ed uno sviluppo equo e sostenibile" è un impegno personale che si fa gesto pubblico e collettivo per obbligare i governi di tutto il mondo a riconoscere priorità concrete alla pace, ai diritti umani, alla giustizia, ad uno sviluppo equo e all'ambiente. Un gesto di per se minimo e facile, com'è sottoscrivere una dichiarazione e spedirla una volta all'anno ad uno o più indirizzi, che può caricarsi però di una grande forza se sostenuto da convinzioni personali profonde e se condiviso da un grande numero di cittadini. Non è stata costituita nessuna nuova associazione o comitato, perché..."" Gianni Zampieri "Per fare la guerra basta il tuo
silenzio, |
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| ID: 91 | Inviato: 31/12/09. |
isabella
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ho appena letto che hanno ferito 2 italiani al cairo durante la Gaza Freedom March dobbiamo far girare la notizia... |
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